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LA TRAVIATA

di Giuseppe Verdi



Melodramma in 3 atti di Giuseppe Verdi

Libretto di Francesco Maria Piave


La vicenda si svolge a Parigi e dintorni nell'Ottocento

ATTO I

Parigi. Casa di Violetta Valéry

Ressa di invitati a casa di Violetta Valéry, bellissima amica del barone Douphol. L'affascinante e attraente dama, solita frequentare la vita mondana parigina, si sforza invano di confondere con l'ebbrezza le sofferenze causate dalla sua salute cagionevole. Dopo poco infatti è costretta ad interrompere la sua danza con Alfredo Germont, segreto ammiratore appena conosciuto, a causa di una crisi acuta. L'ospite rimane colpito dal suo soffrire e d'impulso le manifesta commosso e sincero il suo amore. Violetta gli regala una camelia, promettendogli di rivederlo quando sarà appassita. La festa finisce; appena rimane sola la donna avverte per la prima volta un intenso sentimento e desidera ardentemente incontrarsi con il giovane Alfredo.


ATTO II

Scena prima

Una villa di campagna fuori Parigi

Da alcuni mesi i due innamorati vivono discretamente nascosti in una villa fuori Parigi, lontani dalla vita mondana che non li interessa più. Violetta infatti non accoglie l'invito mandato dalla sua amica Flora Bervoix. Alfredo apprende dalla cameriera che Violetta ha venduto segretamente le sue gioie per pagare le spese di quel soggiorno. Si reca subito a Parigi per procurare del denaro e ricompensare i sacrifici da lei compiuti. Durante la sua assenza, Violetta riceve inaspettatamente la visita del padre di Alfredo, Giorgio Germont, il quale chiede a Violetta di rompere il peccaminoso legame con suo figlio, poiché questo rappresenta un disonore per la sua famiglia e sta rovinando la situazione finanziaria di Alfredo. Violetta però gli dimostra che in realtà è lei che ha finanziato tutto quello che la circonda. Violetta è combattuta tra le dure parole del padre del suo innamorato e l'amore per Alfredo. La donna difende il suo amore, ma Germont dice che sua figlia dovrà rinunciare al proprio matrimonio a causa di quella relazione. Allora Violetta accetta di ritirarsi per il bene di Alfredo e della sua famiglia. Al suo ritorno, il giovane incontra Violetta che se ne sta andando, ma pensa sarà un'assenza momentanea. Capisce la verità quando riceve il biglietto con l'estremo addio, ma è molto amareggiato al vedere l'invito alla festa di Flora Bervoix. Fugge in preda a una violenta gelosia.


Scena seconda

Parigi. La festa di Flora Bervoix

Angosciata ma decisa a porre una distanza incolmabile tra lei e la sua parentesi d'amore, Violetta è tornata a frequentare la brillante società parigina. Si presenta a casa di Flora al fianco del barone Douphol, dove già si trova anche Alfredo: questi sfida e vince al gioco il suo rivale. Preoccupata per le conseguenze, Violetta supplica Alfredo di lasciare la festa, e quando egli replica di essere disposto ad andarsene solo in sua compagnia, la giovane è costretta a mentire dicendo di aver giurato al barone di non rivederlo mai più. Pieno di rabbia, davanti a tutti gli invitati Alfredo getta con disprezzo ai piedi di Violetta il denaro vinto al gioco, intendendo così ripagarla delle spese da lei sostenute. Il vecchio Germont è testimone del vile gesto e rimprovera il figlio, ma non ha il coraggio di rivelargli la verità.

ATTO III

Parigi. La camera da letto di Violetta morente

La triste scena è stata letale per la salute precaria di Violetta, ormai costretta a letto senza speranza. Una lettera di Germont padre le reca un po' di conforto, perché egli dice di aver svelato al figlio il segreto, e annuncia che Alfredo andrà ad implorare il perdono. Violetta attende trepidante il momento in cui potrà abbracciare il suo amato e sperare in un felice futuro assieme a lui. Ma l'incontro si tramuta in una dolce emozione mortale: Violetta ha solo la forza di donare ad Alfredo una suo miniatura, di sussurrare che dal cielo pregherà per lui, ed esala l'ultimo respiro.